“Ma perché … Ma perché … Il traguardo di tutti gli amori È un mondo che non c’è … Ma perché … Ma perché … Non si può diventare migliori Partendo da me …“
[da “Un mondo che non c’è” di Roby Facchinetti]
Sarà che la nostra vita è attraversata da mille peripezie che puntano alle nostre anime salve spesso afflitte dal desiderio di punirsi e, lentamente, si perdono per poco: per colpa dello stress…del bisogno di offrire / promettere /sognare l’isola che non c’è.
[tube]http://www.youtube.com/watch?v=_uC88VYQ5do[/tube]
Sarà che è passata da poco Pasqua e, tra credenti e non, non si è parlato d’altro che di resurrezione e del bisogno di cambiare. Senza sapere nemmeno come.
Sarà insomma il “non periodo” che stiamo vivendo che se guardi il nuovo video di Roby Facchinetti puoi far tua, fino in fondo, tutta la liricità che traspare dal brano “Un mondo che non c’è”
Il brano fa parte di un progetto ben più ampio che racconta la vita di un uomo che, colmo di stupore consapevole, può urlare a gran voce “Ma che vita la mia” e, grazie all’aiuto di Gaetano Morbioli , riesce bene nell’intento di mostrare dietro di sé immagini patinate di un mondo ordinato, dallo stile minimal, molto high tech. Insomma l’ambientazione di quell’Universo (vuoto) che, se da una parte potrebbe sembrare adatto a vivere al meglio la nostra libertà, dall’altra sa come evidenziare quel “disordine” visivo catalizzatore della nostra attenzione non appena, in preda a sogni d’altro, ci troviamo a distogliere lo sguardo dallo schermo.
E così… facendo proprie le parole della canzone, tra sogni di relazioni stabili che non abbiamo (o se le abbiamo non le crediamo tali), il desiderio di stare bene anche se troppo bene stiamo, cercando lo spazio di libertà che noi stessi, quotidianamente, restringiamo, presi come siamo da mille questioni che sono problemi solo se in essi restiamo immersi (perche non proviamo a guardali per un attimo da una certa distanza), le immagini del video scorrono mostrandoci un insolito Roby Facchinetti decisamente lontano dalla iperattività vocale che, da oltre un quarantennio, lo contraddistingue in quel suo essere uno dei Pooh.
Non dimentichiamo poi che “Un mondo che non c’è” con la sua melodia romantica è anche un invito a non dichiararsi innocenti solo perché si ha un telecomando in mano e, prima di ogni cosa , è una canzone che preferisce suggerire delle risposte
Sarà per questo che per Roby : “vivere non è solo un mestiere è violenza da fermare è innocenza da stupire senza mai scappare via dalla realtà!”
Vivere però è anche il destino di tutto l’amore del mondo che nel darsi un traguardo da raggiungere nel mondo reale, mostra in tutta la sua interezza che è parte imprescindibile di un mondo interiore: “un mondo che non c’è” e mai ci sarà perché è dentro di noi.
di Giovanni Pirri


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