Musica per il Cinema: Da venerdì 13 a domenica 15 settembre "Creuza de Mà". Il Festival.

Creuza_de_ma_2011_-_La_Banda_Musicale_di_Carloforte_-_photo_Eugenio_Schirru_(2s)Da venerdì 13 e fino   a domenica 15 settembre è in svolgimento a Carloforte la settima edizione del festival “Creuza de Mà” dedicato alla musica per il cinema.
Tre giornate all’insegna del rapporto fra musica e film: questo fine settimana, da venerdì 13 a domenica 15, ritorna, così,  a Carloforte  il festival organizzato dall’associazione culturale Backstage con la direzione artistica del regista Gianfranco Cabiddu.
logo_creuza_de_maIl programma propone come sempre ascolti, visioni, incontri e riflessioni sulla musica applicata al cinema, tema che caratterizza questo festival nel panorama nazionale come una rara occasione per ragionare e verificare concretamente con musicisti, registi e studiosi l’intreccio fra i due linguaggi.

Alla sua settima edizione, l’appuntamento nel paese sull’isola di San Pietro (di fronte alla costa sudoccidentale della Sardegna) si trova però a dover fare i conti con un budget fortemente ridotto rispetto agli anni scorsi. Per ragioni economiche, il festival passa così da quattro a tre giornate, e per una volta deve rinunciare ai tradizionali concerti all’aperto, a Porta Leone e alle Ciasette.

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E tuttavia, “malgrado i tagli dei contributi e varie difficoltà, l’edizione del festival Creuza de Mà 2013 si terrà, caparbiamente“, sottolinea il suo direttore artistico. “Nonostante la penuria di finanziamenti, abbiamo cercato alleanze e collaborazioni (che ci hanno consentito di fare un’anteprima del festival a Cagliari con l’incontro con l’icona della musica per cinema balcanica Goran Bregovic, o con l’Università di Roma, o con il Time in Jazz di Berchidda, ecc.), e allestito un cartellone per Carloforte che mantiene dritta la barra della ‘vocazione’ di Creuza de mà, sperando in tempi migliori“.

Dovendo fare a meno delle “location” esterne, la programmazione si concentra nei due cinema del paese, il Mutua e lo storico Cavallera. “Il rapporto fra cinema e musica è ciò che accomuna i vari appuntamenti del festival e noi abbiamo tenuto fede alla nostra tradizionale divisione ‘per temi’: la musica dal vivo, i concerti, i film, l’omaggio ai maestri, ecc.“, spiega ancora Cabiddu. “Così al consueto e popolare concerto della banda di Carloforte con le musiche da film, si affianca per la sezione cinema muto musicato dal vivo il lavoro eccezionale di un grande protagonista del jazz italiano come Franco D’Andrea su un capolavoro di cento anni fa, ‘Le straordinarissime avventure di Saturnino Farandola‘”.

Le_avventure_straordinarissime_di_Saturnino_Farandola_(3)
Tra i film in programma, due classici di Peter Greenaway con colonne sonore firmate da Michael Nyman, e una selezione di “corto” e “medio” metraggi, “ma tutti indistintamente esplicativi di metodologie di lavoro e intrecci tra sound design e musiche e immagini… Insomma, appuntamenti originali in una formula che da anni incontra il favore di un pubblico attento e curioso agli intrecci fra i diversi media”.

La settima edizione di Creuza de Mà si è inaugurata, dunque, venerdì 13 settembre: il taglio del nastro, al Cinema Mutua alle 18, è affidato come sempre alla proiezione di una clip che ripercorre le precedenti edizioni della manifestazione. Salutata l’apertura del festival, si è rinnovato l’appuntamento con gli incontri che hanno approfondito l’intenso legame tra immagini e musica nella settima arte, riuniti sotto l’insegna “Master Musica per Cinema“: i primi due ospiti, intervistati da Luca Bandirali, sono stati Renato Chiocca e Riccardo Giagni (altro conduttore “storico” degli incontri di Creuza de Mà, per una volta nelle vesti di ospite), rispettivamente regista e autore delle musiche di “Nanga Parbat – La montagna nuda“, il documentario che è stato proiettato prima dell’incontro. Girato nel 2008, il film è dedicato alla spedizione in Himalaya guidata dall’alpinista Daniele Nardi, alla conquista, appunto, del Nanga Parbat, la nona cima del mondo con i suoi oltre ottomila metri di altezza, ma anche una delle montagne in assoluto più difficili da scalare.

Luca_Bandirali_(foto_Eugenio_Schirru)_(s)
L’attenzione si è poi spostata su un altro documentario: “L’innesto, padre e figlio: Lillino e Paolo Fresu“. Diretto da Gianfranco Cabiddu, che ne ha parlato al termine della proiezione con Luca Bandirali, il film scandaglia il rapporto tra i due uomini che dialogano in sardo, l’unica lingua per loro possibile: uno, Paolo, musicista di jazz, moderno, famoso in tutto il mondo; l’altro, il padre Lillino, quasi novantenne, un uomo che ha provato tutti i mestieri della campagna, dai faticosi lavori come bogadore di sughero e come operaio a giornata, al contadino, al pastore.

La chiusura della prima serata è  stata affidata alla musica: alle 21.30 l’altro cinema del paese, il Cavallera, ha ospitato “Banda Sonora“, l’immancabile concerto della banda musicale “Città di Carloforte”, con un programma dedicato, come sempre, a celebri partiture di colonne sonore arrangiate ad hoc.

Sabato 14 gli appuntamenti partono fin dalla mattina. Alle 10.30 al Cinema Mutua è in programma un focus intitolato “I corti dell’Università La Sapienza”: vengono proposti cinque filmati – “Billie“, “Juni orchestra“, “La donna che sapeva troppo“, “Portal & Salis” e “Onra” – sfornati dagli studenti del Corso di editoria multimediale per lo spettacolo a maggio-giugno 2013 (durante il “Suona Francese – Festival di musica francese in Italia“), nell’ambito del progetto speciale dedicato ai nuovi linguaggi attivato dall’università capitolina con l’obiettivo di raccontare possibili interazioni tra forme d’arte applicata come il teatro, la musica e il cinema.

Altra infornata di incontri (ancora per la serie Master Musica per cinema) a partire dalle 18, per una ricca sessione al Cinema Mutua. Si parte con la visione de “I morti di Alos“, falso documentario che “immagina” l’esperienza dell’unico sopravvissuto a una terribile sciagura che colpisce un paese immaginario del centro Sardegna, trasformato in un tetro villaggio fantasma. Il regista del mockumentary Daniele Atzeni parteciperà poi alla conversazione con Luca Bandirali, che vedrà ospite anche Stefano Guzzetti, musicista e sound designer di “The spaceman and the moon“, il corto d’animazione basato sui bei disegni di Gabriele Pala che viene proiettato a chiusura dell’incontro.

franco d'andrea (ph © roberto cifarelli)
Alle 19.30 ancora sul palco sale il pianista Franco D’Andrea, per una conversazione condotta dall’instancabile Luca Bandirali, che introduce e presenta l’evento clou della serata: poco più tardi, infatti, alle 21.30 sul palco del Cinema Cavallera, D’Andrea è atteso dalla sonorizzazione dal vivo de “Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola”, un film agli albori della fantascienza diretto e interpretato da Marcel Fabre nel 1913. Una vera e propria rarità, dato che il concerto ha un unico precedente che risale ormai a diversi anni fa. “Sono molto legato a questo film” dice il pianista: “è un’opera complessa e surreale ma anche ricca di storie e avventure. Per alcuni aspetti mi ricorda molto Verne. Quando l’ho visto per la prima volta sono rimasto molto colpito dagli effetti speciali, dal montaggio e dalle riprese, soprattutto dopo aver scoperto che è un film del 1913”.

La terza e ultima giornata è tutta all’insegna di una fortunata collaborazione tra un grande regista, Peter Greenaway, e un superbo compositore, Michael Nyman, che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, e attraverso più di dieci film, hanno rappresentato un sodalizio capace di scrivere pagine indelebili nella storia del cinema. L’Omaggio ai maestri si realizza con la visione (al cinema Mutua) di due dei loro film più famosi: alle 17.30 “L’ultima tempesta“, del 1991; alle 21.30 “I misteri del giardino di Compton House“, datato invece 1982. Un omaggio che il mese prossimo dovrebbe completarsi con un concerto di Nyman a Cagliari (data e luogo ancora da definire).

Anche quest’anno, a incorniciare il festival, ci sono due mostre fotografiche: “Sguardi nel tempo” (realizzata in collaborazione con il Centro Cinema Città di Cesena e per concessione del fondo Angelo Novi della Cineteca di Bologna), propone nel foyer del cinema Cavallera le immagini raccolte sui set di film storici; ospitata nel foyer del Mutua, “Creuza de Ma’ a Carloforte” ripercorre invece il cammino delle ultime edizioni del festival attraverso gli scatti del fotografo Eugenio Schirru.

Creuza de Mà è il quarto e ultimo capitolo tematico del circuito Le Isole del Cinema, il consorzio dei quattro festival che si tengono in altrettante isole della Sardegna, ciascuno contraddistinto da un proprio tema specifico: la messa in scena e la regia per Una notte in Italia di Tavolara, la recitazione per il festival La valigia dell’attore di La Maddalena, la scrittura e la sceneggiatura per Pensieri e Parole dell’Asinara.

La settima edizione di Creuza de Mà è organizzata col contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione Banco di Sardegna.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

www.festivalcarloforte.org

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