"Il labirinto" di Hasan Atiya Al Nassar nell'anniversario della strage di Nassirya

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L’Iraq visto con gli occhi della nostalgia
Il labirinto” Hasan Atiya Al Nassar: un viaggio in versi verso i luoghi delle proprie origini
Sono passati quindici anni da quel 12 novembre 2003, eppure se si parla di Nassirya torna subito alla mente l’attentato nel quale persero la vita 28 persone, tra cui 19 militari italiani. Per Hasan Atiya Al Nassar, che proprio a Nassirya è nato e vive in esilio a Firenze dal 1981 (da quando è costretto a fuggire dall’Iraq in quanto renitente alla leva nella guerra contro l’Iran), Nassirya è e rimane Ur, terra d’origine ma anche ricordo doloroso, nella sua raccolta di poesia “Il labirinto” uscita ad ottobre per Matisklo Edizioni.
Il labirinto” fa parte della produzione poetica in lingua italiana di Hasan; nel libro si mescolano le caratteristiche della poesia medio-orientale e un’attenta ricerca semantica e di suono, unendo alla nostalgia per la propria patria (“Ur, chi non ti ha conosciuto, / chi non ha conosciuto Abramo, Gilgamesh, / Hasan al Nassar / non può capire cosa sia la sofferenza.”) una “ricerca della bellezza nei paesaggi e nelle persone che lo hanno accolto” (dalla prefazione di Edoardo Olmi).
hasan
Una raccolta dove il labirinto è quello della propria esistenza, fatta di lontananza ed esilio ma anche di continui rimandi  tra lo spazio della vita quotidiana – la Toscana ed in particolare Firenze – e quelli della memoria e delle proprie radici.
Il labirinto“, pubblicato in formato digitale da Matisklo Edizioni e disponibile su tutte le principali librerie on-line, è un’occasione per riflettere su quanto luoghi lontani, conosciuti attraverso le cronache tristemente frequenti dei conflitti in essere, possano essere per alcuni di più: la propria origine, il proprio passato, la propria casa.

Per approfondire:
www.matiskloedizioni.com/illabirinto

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