Le Interviste di Allinfo.it : Enrico #DeadStar

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DEADSTAR è produttore discografico e cantautore italo-francese,  attualmente lavora tra Parigi e Roma. Per la poliedricità dei suoi  talenti, è stato definito da Amanda Lear come “il nuovo Peter Gabriel”.

Parlando di sé spesso sostiene di combattere ogni giorno con la sua  parte oscura (dead) e  al tempo stesso di fare propria quella parte di sé  decisamente più luminosa (Star). Sarà per  questo che un sottile, costante, positivo, contrapposto, dualismo attraversa tutta la sua produzione. Lui che è capace di accendere lo stupore anche solo producendo un video in cui due persone si baciano.

Enrico ci sembra un artista ben conspevole degli obiettivi che vuole raggiungere e ci piace il suo modo di mettere in moto riflessioni su questione delle quali si parla poco.

In virtù del suo nuovo progetto siamo così tornati ad intervistarlo.

Enrico come va  la lotta tra la tua parte oscura e quella più luminosa?

Devo ammettere che ci faccio a botte ogni giorno. Però va decisamente bene

Nel tuo mood c’è la voglia di non dare tutto per scontato ma, cosa ben più importante di non seguire la corrente. Tant’è che, recentemente ti sei occupato di un format che è nato dall’idea di andare contro la corrente generale?

Sì volevo fare qualcosa di diverso. Sai che non amo molto i talent per questo ho pensato di far cantare giovani e meno giovani accompagnati da strumenti acustici. Il mio progetto non è stato dunque un talent ma un contest per mettere in evidenza il talento dei cantanti. Complice Terre Sommerse di Fabio Furnari.

Tu sei sempre un vulcano di idee, proponimenti e proposti. Arriva così la pubblicazione di The Lady. Di te, in un virgolettato, Lory scrive:  «La collaborazione è nata casualmente, attraverso messaggi internet e via mail. Ho messo the lady nel film perché mi è piaciuta, al primo istante, è ha una melodia piacevole e orecchiabile. La musica, nelle web serie, come nel cinema o nella vita, è molto importante perché bilancia le emozioni delle nostre giornate. In the lady ho usato solo the lady, la canzone più rappresentativa ..mi riservo di ascoltare il rimanente per il seguito della serie. Penso che bisogna essere update e glamour, è fondamentale per percepire le onde magnetiche delle nuove generazioni. È stato un piacere per me collaborare…grazie di tutto..».  Come è andata?

Spesso nelle sue interviste parlava di voler fare una sigla per la sua nuova serie. Così  l’ho contattata e anche se è stata una serie molto criticata l’importante è stato per me dare vita a qualcosa di cui andare soddisfatto. Lei avendo molto orecchio musicale, pur non suonando la musica, si è mostrata subito molto aperta alla collaborazione e così è nato il nostro progetto comune.

E’ una collaborazione che ti ha ritornato una buona esperienza?

E’ stato  mettermi alla prova. Fare una  una sigla tv che potesse coniugare esigenze e voglia di essere liberi di sperimentare non era semplice.
La sua semplicità era per me, quindi, una prova e sono contento di averla fatta.

Riguardo alle tue produzioni video ne curi personalmente la Regia?

Decisamente sì

Te lo chiedevo perchè noto in te la coesistenza di un certo dualismo che ritorna assai forte nelle tue cose e anche in The Lady. Non a  caso in The Lady ti spalmi addosso una vernice verde per far venire fuori un aspetto femminile?

Sono contento che tu l’abbia notato. Cercavo di fare un video che potesse esprimere il mio messaggio dall’inzio alla fine e  mostrare apertamente quella parte femminile che è dentro ogni uomo.

Hai cominciato sicuramente a spogliarti anticipando il tuo prossimo progetto “The naked band” di cui ci parlavi nella precedente intervista?

Sicuramente ho tante ambizioni anche se ammetto che alcune  potevano andare diversamente. Certo c’è dietro un bisogno di estetica ma anche di sostanza. Di fare Musica vera che possa mettermi a nudo in tutti i sensi.

Tu vivi tra Roma e Parigi. Come hai vissuto l’esperienza dei recenti fatti terroristici?

La storia del Bataclan mi ha toccato per vari motivi: il primo è che sono come tutti sensibile a certi accadimenti, il secondo è che sento Parigi come la mia seconda casa. E poi, anche perché, incredibilmente, stavo registrando in quei giorni   un pezzo nuovo  al quale seguirà,  a breve,  un video. Questo  brano si intitola “nous sommes tous Français”:  c’è una co-protagonista femminile. Abbiamo deciso di inserire  anche un gruppo multietnico per ribadire che ci dispiace che sono morte così tante persone. Poiché la morte per mano terroristica cala ovunque,  con questo brano ribadiremo  che ci sentiremo tutti accomunati, ossia , un po’ tutti francesi  davanti a tragedie simili. Vale a dire siamo e resteremo, noi francesi, lo  specchio della sofferenza dei nostri simili ovunque essi si trovino nel mondo. Alcuni amici hanno definito questa canzone una “operazione facile”, ma l’intento è decisamente altro e non Naif come pensano. E’  elementare la sua concezione, praticamente dovuta e questa cosa è e rimarrà la sua forza senza nessuna dietrologia. Non bisogna avere paura di esporsi su temi che sono per me così importanti.

Ti trovi perfettamente calato in questo tuo flash con Lory rispetto ad Amanda?

Ambedue hanno un carattere così eclettico da essere unico nel suo genere.

La tua collaborazione con Paolo Castellani come è nata?

Lo conoscevo da anni, e l’ho incontrato nuovamente per l’occasione. Gli ho chiesto di collaborare perché sente la musica e la ama ed è stata la persona giusta al momento giusto. Merito dell’empatia, inevitabile, immediata.

Tra gli artisti internazionali chi ami?

Amo solo Tina Turner.

Chi non ami?

Personaggi come Justin Bieber. Aberrante.

Che peso dai al Web?

Il web è tutto però, alcune volte, è troppo per i miei gusti : gratis, meritocratico solo secondo le proprie regole, quindi anche troppo. Sarà che per dare merito a tutti si è abbassata la qualità.
Però dall’altra parte ti permette di abbassare costi aumentando la visibilità.

Altri progetti?

Adesso sto lavorando a delle serate acustiche per uno studio con il quale collaboro nella città di  Roma e poi si è evoluto il progetto degli anni 80 che ho upgradato agli anni 90 –  a breve la musica degli anni ’90 ci invaderà –  e conterrà un nuovo singolo, poi il progetto della The Naked band e poi chissà…

di Giovanni Pirri

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