ROMA: TEATRO prima assoluta: Accademia Nazionale di Santa Cecilia & Flautissimo presentano GALATEA RANZI in "IL BARONE LAMBERTO"

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Regia di Stefano Cioffi |  Testo di Ennio Speranza | Musiche e Direzione d’Orchestra: Luigi Marinaro
Con i flautisti e percussionisti della “JuniOrchestra” dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, gli orchestrali delle scuole a indirizzo musicale Balbanoff e Sinopoli (I Percussionisti Abusivi). In collaborazione con Associazione “senzaTempo” e gli Istituti Comprensivi Balabaoff e Sinopoli

Il vecchio e malato barone Lamberto scopre d’un tratto il suo personale elisir di lunga vita: se il suo nome viene continuamente pronunciato, lo scorrere del tempo è di colpo fermato. Eureka! A quali avventure lo porterà questa incredibile verità? Seduti sulle nostre comode poltrone, saremo sballottolati tra perfidi antagonisti e mirabolanti peripezie, colpi di scena e fiati sospesi.  Ma non temete: il nostro Lamberto se la riuscirà a cavare per bene, siete tutti invitati a scoprirlo di persona!  Una spassosa avventura per tutti noi, un viaggio divertente che con i suoi toni da favola può permettersi di raccontarci con sottile ironia la nostra realtà.

Galatea Ranzi, considerata una delle attrici più rappresentative della scena teatrale contemporanea, interpreta il racconto di Gianni Rodari accompagnata da un nutrito numero (20) di percussionisti e flautisti (25) tra i 12 e 18 anni diretti dal maestro Luigi Marinaro e provenienti dalle scuole a indirizzo musicale Balbanoff e Sinopoli e dalla JuniOrchestra dell’Accademia di Santa Cecilia.

La preparazione dei ragazzi è stata curata con la collaborazione della prof.ssa Rossella Montanari e dall’associazione “senzaTempo”.

GALATEA RANZI1©stefanocioffi006

Galatea Ranzi: Carriera divisa soprattutto tra cinema e teatro. «A chi le chiede cosa preferisca risponde che ama il cinema, perché “permette di fare cose meravigliose, difficili, che arrivano”, però quando sta qualche tempo senza fare teatro ha “crisi di astinenza”, le manca “il brivido dell’essere senza rete, di essere vivo ogni sera”» (Donatella Codonesu).

GALATEA RANZI©stefanocioffi006

«Da quando Luca Ronconi, che era stato suo insegnante all’Accademia Silvio D’Amico e aveva diretto il suo saggio finale, L’amore allo specchio (1987), un fascinoso testo barocco secentesco di G. B. Andreini, la fece debuttare appena diplomata, nel 1988, come protagonista della Mirra di Alfieri allo Stabile di Torino, non ha mai perso l’occasione di confermare la sua naturale classe e il suo straordinario talento d’attrice: una miscela rara di immedesimazione quasi viscerale e di perfetto controllo della voce capace di rendere chiare, comprensibili in ogni sfumatura le battute e i versi più impervi. Con Ronconi, naturalmente, che da allora le ha sempre affidato ruoli importanti nei suoi successivi spettacoli, da Misura per misura (1988), Strano interludio (1989), Gli ultimi giorni dell’umanità (1991), Questa sera si recita a soggetto (1995), fino ai più recenti Lolita (2000) e Il candelaio (2000). Ma anche con altri registi come il greco Terzopoulos nell’Antigone (1995), Cesare Lievi in Donna Rosita nubile (1996) di Lorca, o Massimo Castri che le fece interpretare accanto ad Anna Maria Guarnieri un’Elettra (1993) deformata perfino fisicamente dal lutto e dall’ansia della vendetta. E la sua bellezza diafana, al tempo stesso moderna e da cammeo ottocentesco, dei suoi grandi occhi trasparenti e ombrosi, del suo fuoco interno sotto l’aspetto angelicale, fragile, e il riservato distacco borghese, della sua misteriosa duplicità, i primi ad accorgersi nel mondo del cinema furono i fratelli Taviani che le affidarono nel loro Fiorile (1993), saga della famiglia Benedetti in odore di maledizione, le parti della selvatica contadina Elisabetta e di una sua parente di città, Elisa, incline a preparare cene per i fratelli a base di funghi avvelenati. Rubando spiccioli di tempo al palcoscenico è, in seguito, tornata sul set con Cristina Comencini in Va’ dove ti porta il cuore (1996), con Tonino De Bernardi e con la regista portoghese Teresa Villaverde nel film Agua e sal (2001)» (Nico Garrone).

Tra i momenti salienti della sua carriera l’Antigone con la regia di Irene Papas al Teatro Antico di Siracusa nel 2005. «Quel teatro è un’emozione, ci sono stati grandi momenti. Il luogo della rappresentazione è sempre molto importante, questa è una lezione che ho appreso credo dal mio maestro Ronconi, ed una convinzione che oggi mi appartiene. Lo spazio è fondamentale, lo stesso spettacolo in uno luogo o in un altro ha una resa completamente diversa».

Non ha mai pensato di scrivere o di occuparsi di regia: «fare l’attrice è un lavoro che proprio mi piace, è veramente il mio mestiere ed è una gran fortuna poter fare il proprio mestiere, una fortuna rara, da venerare come regalo della sorte». Da ultimo vista al cinema ne La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (2013). Giorgio Dell’Arti: Catalogo dei viventi 2016 (in preparazione) scheda aggiornata al 22 luglio 2014 da Alberto Spada

Ennio Speranza è musicologo, sceneggiatore e drammaturgo. Laureato in lettere e diplomato in chitarra, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia e Analisi delle culture musicali. È stato professore a contratto in Storia della musica presso l’Università “Sapienza” di Roma e ha insegnato presso l’Università IUAV di Venezia e la SP Escola de Teatro di São Paulo, Brasile. Collabora con Rai Radio Tre in qualità di consulente musicale, regista e conduttore. Oltre ad articoli, saggi musicologici, voci d’enciclopedia e traduzioni, ha all’attivo testi teatrali, sceneggiature per il cinema, libretti d’opera, racconti, testi di canzoni. I suoi lavori teatrali sono stati messi in scena in diversi importanti teatri e sedi come il Parco della Musica, il teatro Sistina di Roma, il teatro Gobetti di Torino, il Salone Magliabechiano della Biblioteca degli Uffizi di Firenze, il teatro Alfieri di Asti, il teatro Sociale di Bellinzona. Nel 2010 ha pubblicato per Giulio Perrone Editore il libro di micro-racconti La volubile e altre storie e nel 2013, sempre presso Perrone, la raccolta di testi teatrali Teatro ossessivo.

Luigi Marinaro si è diplomato col massimo dei voti in strumenti a percussione al Conservatorio “U.Giordano” di Foggia, sotto la guida del M.° Antonio Santangelo. Collabora con importanti Enti e Istituzioni musicali tra i quali il Teatro dell’Opera di Roma, il Conservatorio S. Cecilia di Roma, “I solisti aquilani”, “I fiati di Parma”, l’orchestra dell’Oratorio del Gonfalone di Roma, l’orchestra sinfonica della Fondazione U. Giordano di Foggia, in concerti in Italia e all’estero (Francia, Germania, Spagna, Svizzera, ecc.). Ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali in formazioni di duo (percussioni e pianoforte) e in ensemble di sole percussioni, tra cui il D.O.C. (Drums Open Competition) del 1994. Si dedica anche alla composizione per strumenti a percussione; ha vinto al D.O.C. del 2003 il primo premio (categoria per duo di sole percussioni). Nel 2010 compone le musiche per lo spettacolo “La Torta in Cielo” presentato in prima assoluta nell’ambito dei Family Concert dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Sempre nel 2010, su commissione del Teatro alla Scala di Milano, esegue in prima assoluta il brano “Matanzas” per duo di percussioni. A quella concertistica e compositiva affianca una impegnativa attività didattica in qualità di docente di percussioni nelle scuole medie sperimentali, attraverso un assiduo lavoro di ricerca di tecniche e linguaggi originali.

Stefano Cioffi, musicista, regista, fotografo, videomaker e produttore teatrale, lavora da anni in maniera trasversale e multidisciplinare facendo leva sulla sua formazione versatile e proponendo costantemente nuove produzioni di successo nazionale e internazionale. Come musicista ha suonato ripetutamente in tutta Europa (Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia) e Stati Uniti. Come artista visivo è stato più volte chiamato a esporre per prestigiose sedi museali italiane, e all’estero, in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, e negli Stati Uniti e in Giappone.

Dal 1988 si occupa della direzione artistica delle attività dell’Accademia Italiana del Flauto. Nel 1991 dà vita a Flautissimo, festival internazionale di musica e teatro oggi alla sua XVIII edizione, organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e ha collaborato con grandi interpreti internazionali quali Emmanuel Pahud, Vincent Lucas, Philippe Bernold, Silvia Careddu, Mario Caroli, Treor Wye, Barthold Kuijken, Benoit Fromanger, Matthias Ziegler. Dal 2010 ad oggi ha prodotto ogni anno un nuovo spettacolo teatrale in prima assoluta, per i quali ha commissionato musiche e testi originali, dirigendo attori come Ennio Fantastichini, Galatea Ranzi, Fabio Traversa, Elena Radonicich.  Collabora con l’università di Roma Tre e con il quotidiano La Repubblica.

Il festival Flautissimo 2016 è realizzato con il contributo di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale ed è inserito nell’edizione 2016 dei Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città: “Roma, una Cultura Capitale”

FLAUTISSIMO 2016
ACCADEMIA ITALIANA DEL FLAUTO |
VIA FERRUCCIO 28B |
00185 ROMA

segreteria@accademiaitalianadelflauto.it
www.accademiaitalianadelflauto.it

Per informazioni 06 44 70 32 90 –
facebook: flautissimofestival

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