La Scacchiera: l’immaginario rappresentato in studio

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Come psicoterapeuta specializzato in psicodramma ho cercato di approfondire diversi aspetti della psiche. Ultimamente mi sono dedicato all’area GLBT e tutte le sue declinazioni in ambito sociale: usi e costumi, ma soprattutto, impegno in eventi culturali quali un cineforum di cui, ad esempio, ho curato il dibattito post-film inserendo dei giochi di ruolo coinvolgendo il pubblico.

Per uno psicodrammatista, il lavoro con i gruppi è fondamentale: lo psicodramma, la tecnica creata da Jacob Levi Moreno negli anni ’20 del secolo scorso, era stato pensato proprio per agire su gruppi di varia forma e composizione. Lo psicodramma è una tecnica terapeutica davvero efficace perché permette al protagonista di elaborare i propri vissuti mettendoli in scena grazie all’aiuto del gruppo che, come ego ausiliari, possono interpretare i personaggi portati dal protagonista nel suo racconto. Ad un certo punto del mio lavoro mi sono posto una domanda: come inserire questa efficacia all’interno del setting a due e quindi senza un gruppo?

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La Scacchiera” è tra le più efficaci tecniche attive che utilizzo con i miei pazienti: inventata e teorizzata da Ottavio Rosati, direttore della Scuola di formazione in Psicodramma IPOD PLAYS (plays.it) nel 1995, prende spunto dall’immaginazione attiva di Jung e dalla tecnica della Sand Therapy di Dora Kalff di cui costituisce una versione maggiormente psicodrammatica e attiva.

Il fatto di muoversi su una superficie rigida come la scacchiera, anziché sulla sabbia, enfatizza soprattutto le dinamiche di ruolo e il loro intreccio. Ottavio Rosati sostiene che “la Scacchiera permette di usare, anziché subire, il patrimonio del cinema, dei fumetti e dei mass media rendendoci autori anziché spettatori.”

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Questa tecnica permette al paziente di rappresentare visivamente traumi, conflitti e vissuti diversi aiutandosi (e aiutando il terapeuta) a fare chiarezza per il lavoro psicoanalitico quando le parole non hanno più senso. Ogni paziente ha a disposizione una collezione di più di tremila modellini e pupazzi con i quali rappresentare i propri oggetti interni e le loro relazioni. Lo stupore è spesso univoco: i pazienti, seduti di fronte a me, si guardano intorno circondati da questi personaggi, aspettando il momento in cui io li introduca e li metta a disposizione del loro immaginario.

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Questa tecnica è importante per il lavoro che il paziente fa su sé stesso: egli ha la possibilità di osservare all’esterno i propri oggetti interni e le loro relazioni, accelerando così il processo di elaborazione dei conflitti ed arrivando più in fretta alla guarigione.

Alcuni esempi del mio lavoro con La Scacchiera in collaborazione con Rosati sono visionabili sul mio blog wordpress drfrancescomarzanopsicologo o sulla pagina di Facebook dr. Francesco Marzano – psicologo e psicoterapeuta.

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Dr. Francesco Marzano
Psicoterapeuta e Psicologo Clinico, Psicodrammatista, Psicologo della Comunicazione e del Marketing. Da settembre 2011 collabora con PLAYS-IPOD, l’Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico di Roma in qualità di terapeuta e come assistente alla regia per le produzioni video a carattere scientifico e culturale. Dal 2015 collabora come psicologo con il cineforum a tematica LGBT promosso da Buzz Intercultura a Roma (pagina “Per l’Amore Gay”). Nel 2013 ha fornito supporto psicologico agli utenti della Comunità Terapeutica “Fratello Sole” di Santa Severa (Rm). Nel 2011 è stato responsabile delle Risorse Umane per una società di consulenza informatica, la “Majorbit Consulting” di Roma. Nel 2008 collabora come psicologo con la cooperativa sociale “Insieme” di Terracina (LT) per supporto psicologico a pazienti con handicap fisici e mentali.

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