Il @TeatroArciliuto è pronto ad accogliere una serata speciale, unica, con Maria Monti Lunedì 6 Febbraio

canto15

@Teatroarciliuto #PERCHISUONALACAMPANA

Maria Monti, cantautrice, poliedrica attrice dal dono cabarettistico insieme a Marco Persichetti, singolare compositore-pianista, sono gli ospiti d’eccezione lunedì 6 febbraio alle ore 21,30, nell’ambito della rassegna PER CHI SUONA LA CAMPANA?, che avrà luogo presso il teatro Arciliuto in Piazza Montevecchio 5, alle spalle di piazza Navona, a Roma.
Anima della rassegna un prestigioso team di organizzatori che ogni lunedì   si incontra al teatro Arciliuto per un Aperitivo e per far ascoltare la bellissima musica dal vivo dei CANTAUTORI provenienti da tutta Italia. Gli artisti  si avvicendano, così,  nell’arena del piccolo teatro per una serata tra amici e dopo la musica proseguono nel salotto in compagnia di un antico pianoforte! (Facebook: https://www.facebook.com/pages/Perchisuonalacampana)  per conversare.

Conversando con Maria Monti e Marco Persichetti, si riportano le motivazioni del ritorno in scena di Maria e il percorso musicale affrontato da Marco, autore della messa in musica di sette testi di Maria, che faranno parte del prossimo CD in uscita.

generico-pcs

MARIA MONTI:
«… in questi ultimi anni, solo discograficamente improduttivi, oltre a numerosi e spiritualmente arricchenti viaggi in India, ho recitato nel ruolo di YAMA, il DIO della morte, in Savitri, la scoperta dell’Anima e la vittoria sulla Morte, dal poema “SAVITRI” di Sri Aurobindo. La strada che ho battuto, grazie all’esperienza indiana, è la medesima che vivo tuttora e propongo discograficamente in “SPRAZZI DI PACE”. Con questo disco non intendo essere GURU ma solamente dare luce a quegli spazi interiori, in genere ignoti e invalicabili a tutti noi».

MARCO PERSICHETTI, l’incontro con Maria Monti, Artista di cifra così elevata, è stato per me uno stimolo a ricercare in diversi campi dell’invenzione musicale. Ogni suo testo richiedeva una particolare forma e uno specifico linguaggio anche in direzioni molto eterogenee fra loro. Due sono le canzoni di mia composizione musicale che presenteremo all’Arciliuto:

« Una volta soltanto”, ironica rievocazione di un matrimonio mancato, in cui la citazione iniziale della Marcia nuziale di Mendelssohn si rompe e si sfalda in un valzer ostentatamente raffinato, come le raffinate intenzioni descritte dal testo, per poi interrompersi bruscamente in modo sospeso ed interrogativo.

E “Il taxi piange” dove si racconta l’infanzia maltrattata, non tanto in senso fisico, ma psicologico, a causa della negazione del fondamentale bisogno di certezze affettive proprio di qualunque bambino: ne è scaturita una sorta di incrocio fra un blues ed un spiritual, molto nel solco della soul music, che istintivamente mi era sembrato il mezzo più adatto per veicolare il dolore di un’affettività frustrata.

La serata proseguirà con “No signori, non ho più vent’anni” in cui il tema della giovinezza è affrontato fuori di ogni retorica: vent’anni come un’età dura, estrema, di grandi contrasti e battaglie, di tormenti ma anche di momenti magici ed esaltanti, quelli che costituiscono l’alimento della poesia.
L’ironia è invece la cifra alla base di “Se fosse” e “Spogliami così”.

 Il primo è un rap nel quale sono snocciolati tutta una serie di luoghi comuni e di immagini ‘poetiche’ dell’amore, per arrivare ad una domanda provocatoria che smonta bruscamente tutto il castello;
in “Spogliami così” l’ironia colpisce l’erotismo visto dal lato femminile; anche qui si va costruendo un castello di immagini e di auto-suggestioni, destinato a crollare per la sua assoluta unilateralità; l’uomo è assente, o per nulla coinvolto.

A chiusura, ancora ironia, garbata ma non meno pungente, che caratterizza l’assunto paradossale di “Dove l’ho messa”, una pièce del teatro di Giorgio Gaber; partendo da un fatto banale, lo smarrimento di una macchina, si accumulano via via una serie di “smarrimenti” sempre più catastrofici e totali; ma dalla perdita di tutti i riferimenti sembra scaturire alla fine un senso di liberazione, come suggerisce l’abbinamento con “La  leggerezza”, anch’esso gaberiano».

UNA VOLTA SOLTANTO
Maria Monti – Marco Persichetti

IL TAXI PIANGE
Maria Monti – Marco Persichetti

NO SIGNORI NON HO PIU’ VENT’ANNI
Henri Gougaud – Gérard Jouannest- ed. Alleluia

SE FOSSE
Maria Monti – Costantino M. Albini

SPOGLIAMI COSI’
Robert Niel – Gaby Verlor – ed. Legrand

DOVE L’HO MESSA
Monologo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
tratto   dallo spettacolo “Quasi allegramente la dolce illusione”

LA LEGGEREZZA
Canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
tratta   dallo spettacolo “Quasi allegramente la dolce illusione”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...