Il dramma ai tempi dei Social

ospedale

E’ di questi giorni la storia del designer e musicista Enzo Bollani ricoverato d’urgenza lunedì scorso al Policlinico Milano di Via Francesco Sforza per problemi respiratori.

 

E’ una storia che, ora dopo ora, si sta trasformando in un vero e proprio dramma e trova, oggi, un lieto epilogo a fronte di un trasferimento in atto dalla astanteria del Pronto Soccorso ad un Ospedale capace di offrire un supporto appropriato, senza però una diagnosi certa.

Fa riflettere sulle modalità perché è un dramma moderno, zeppo di dirette facebook che trascrivono, in modo indelebile, stati d’animo aperti ad ogni tipo di emozione, non sempre positive ma anche a momenti di rabbia amplificati dalla possibilità da parte dello stesso Bollani di non riuscire ad andare oltre le attenzioni / disattenzioni che una struttura pubblica come quella del Policlinico è solita  maturare.

Del resto i pazienti rappresentano l’elemento di frizione nell’ingranaggio della sanità pubblica che viaggia da nord a sud, anche  della medesima città, a mille velocità differenti.

Febbre alta persistente, dolori lancinanti debilitanti, capacità respiratoria compromessa, questi in breve sintesi, le tessere di un puzzle che si sta componendo lentamente e vengono scoperte, di volta in volta, grazie a delle dirette facebook prodotte da Bollani.

Inizialmente la testa di Bollani viene inserita, come da procedura, in un  cascho Starmed per garantire il supporto ventilatorio non invasivo (NIV).
I problemi respiratori sembrano inizialmente risolversi ma nessun dottore prova a sbilanciarsi sul suo caso. Dovrebbe essere condotto in reparto ma il Policlinico, a detta di Enzo, sembra non avere posti disponibili. Come non credergli.

Verso la sera del 7 febbraio sorge spontanea in lui l’ipotesi che possano essere arrivate le sue ultime ore di vita. Intanto Bollani viene tolto dal “cascho Starmed” per lasciare il posto alla maschera dell’ossigeno di tipo  classico.

Le ore scorrono e la febbre tende a rimanere alta. Mancano gli antidolorifici. Le urgenze del Pronto Soccorso sono eccessive e quasi insostenibili per il personale OSS presente sul posto di lavoro (n.d.r). Tutto ciò mentre i dirigenti addetti ai tagli del personale operante sono chiusi, come da contratto, in ufficio e non entrano nel merito delle problematiche.

Ad un certo punto, non avendo parenti in città, Enzo si vede costretto a lanciare un appello ai suoi amici.  Intanto si  ipotizza la possibilità che sia stato colpito da una polmonite decisamente virulenta ma ciò resta solo una supposizione e i medici ancora adesso non sanno come procedere.

Del resto la vita è già frutto del caso, perché non dovrebbe esserlo la cura (battuta).
E succede anche questo al tempo dei social.

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di Giovanni Pirri

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