La questione Flavio Insinna …alla ricerca dell'ETICA PERDUTA

Nel bel paese dalle mille beghe c’era una volta… Striscia La Notizia…

Abbiamo ricevuto comunicati senza sosta. Da una parte e dall’altra e cosa abbiamo dedotto? Che la storia di Flavio Insinna è un bel casotto.
Ovviamente non li pubblicheremo perchè il livello che è stato raggiunto è davvero basso.

Da una parte, qui in Italia, basta un fuori onda per cacciare una persona dalla Rai, dall’altra non si è ben capito che ruolo abbia una trasmissione che dovrebbe essere paladina della verità ad ogni costo e, invece si diverte a fare gossip.

Tant’è che ciò che non possono certi Maestri d’Orchestra con i propri orchestrali, per via dei Sindacati, possono invece farlo certi registi dal fuori onda facile.
Un sistema di cui si è abusato in passato e che, ogni tanto, ritorna. Un po’ come ritornano gli impeachment per i Presidenti degli Stati Uniti che non obediscono all’establishment governativo.

Insomma l’esperienza ci insegna che se, da una parte, una trasmissione televisiva va bene e supera lo share tanto da dare fastidio, oppure la persona che la conduce non ci pensa proprio a sloggiare mentre dall’altra parte un presidente tanto “cazzuto” come Donald Trump va oltre un certo numero di nipoti, parenti e gran cugini all’interno del proprio staff, la via d’uscita esiste e, forse, si chiama “Messa in stato d’accusa di persona che detiene un’alta carica … allo scopo di provocarne la destituzione.”.

Ovviamente se poi saltano i nervi ed escono fuori dichiarazioni video di risposta ad accuse o fuori onda pubblicati a proprio danno, non solo si passa dalla parte del torto ma si perde anche in stile… perché in tanti anni una sola cosa abbiamo compreso: al delatore basta solo accendere la miccia. Il resto del danno lo fa la carica che accende.

E …pensare all’idea che l’etica, in fatto di guerre televisive, possa salvarci è come pensare ad una battuta di gran lusso scritta appositamente per il teatrino televisivo che oramai non rappresenta più tanti di noi. Oramai queste guerre mediatiche seguono le strategie degli Youtubers che gridano spesso al “virale” un’ora sì un’ora no per farsi “likkare”

Morale della favola: “E datevi un’etica please!!”. Anche perché, nel frattempo, è riapparsa la questione, mai sopita, della Perego licenziata in tronco per aver detto, aver pensato, aver fatto.
Segno evidente che in questo bel paese dalla mille beghe il processo alle intenzioni è cosa ben seria e atto discriminatorio.

Insomma “CERCASI ETICA PERDUTA“. Chi dovesse averla vista ce la segnali pure.

La Redazione.

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