Siccità: Roma presto senz’acqua. A deciderlo la Regione Lazio in accordo con ACEA ATO 2

La premessa.  La questione a Bracciano è complessa. Se si domanda ai locali quale sia la reale  situazione ti rispondono che non hanno mai avuto spiagge ampie come quelle che hanno adesso perché il livello delle acque del  lago si è ridotto sensibilmente.  Condizione anomala ma non preoccupante.

Da una parte abbiamo poi  la Regione Lazio che nei giorni scorsi, nella persona di Zingaretti, ha annunciato ai media che, a partire dal 28 luglio, ci sarà una netta riduzione dell’apporto idrico alla città di Roma e, all’incirca,  un milione e mezzo di romani non avranno, a giorni alterni,  acqua dai rubinetti per più di 8 ore consecutive.

Dall’altra ci sono le comunicazioni politiche di rimando.
Prima fra tutti quella della Raggi che auspica che la situazione possa essere risolta in tempi brevi, visto che non può che prendere atto delle decisioni altrui, visto che  che saranno l’Acea e la Regione Lazio a gestire la faccenda.  C’è stata poi quella del Sindaco del Comune di Bracciano e…
Stamattina, a seguire, è subentrata la dichiarazione del Ministro della Salute Lorenzin  (PD) la quale ha tuonato parole minacciose attribuendo la colpa della imminente, annunciata, catastrofe romana alla malevola gestione delle amministrazioni locali. Anche perché le emergenze di salute pubblica saranno notevoli e, quindi, meglio mettere le mani avanti.

E’ chiaro che quella dell’acqua ambisce a diventare una vera e propria  “presa del Campidoglio” anche perché le Elezioni politiche del 2018 si stanno avvicinando e non c’è mezzo di suggestione migliore delle emergenze idriche per promettere, in campagna elettorale l'”acqua”. Acqua  che in realtà c’è per tutti (visto che Roma è alimentata in prevalenza dalle Fonti del Peschiera e l’acqua di cui non si verrebbe a disporre è l’acqua Marcia). Però se le  elezioni politiche venissero vinte  dalla Sinistra si ripercuoterebbero immediatamente sulla Amministrazione capitolina che sarebbe poi costretta a dimettersi.

Per meglio razionare l’acqua si è pensato di cominciare a far chiudere i “nasoni”, ossia le fontanelle pubbliche, già chiuse in massa negli anni ottanta e poi riaperte perché svolgono una funzione importantissima per lo stato di salute dell’acquedotto. Pur avendo innumerevoli falle resta pur sempre un grande “meccanismo” che ha bisogno di regole ben precise per restare in salute.

L’idea / convinzione di fondo  è che la Raggi, ben presto sarà ritenuta responsabile della sete dei romani pur non potendo dire “A” né ad Acea né a Zingaretti continuando ad essere  il “sacco dei pugni” mediatico per eccellenza. Pur governando da poco si è  vista attribuire colpe che hanno radici lontane e per essere risolte nel concreto necessitano di un cambiamento culturale notevole, anche da parte degli stessi romani. Ma si sa i romani sono cinici… “non gliene frega niente… basta che possono telefonà”

Tant’è che alcune romane, questa mattina, intente a prendere l’autobus, commentando le notizie lette sul giornale,  già prefiguravano la comparsa di  flussi odorosi eccessi sui mezzi pubblici visto che, a partire dal 28 luglio, saranno in molti a poter  vantare la scusa di non essersi potuti lavare per via del razionamento idrico.

La Redazione

 

 

 

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