Stefano Ianne: presentato DUGA-3

stefano-ianne#stefanoianne #DUGA3

Stefano Ianne il 7 dicembre al teatro del Centro Culturale di Quero (BL) ha presentato in anteprima il nuovo disco, il settimo, DUGA-3, in trio con Mario Marzi (orchestra La Scala di Milano) e Terl Bryant (JPJones/Led Zeppelin).
“DUGA-3” sarà in uscita per l’inizio del 2018.

Il concerto è stata anche l’occasione per presentare un nuovo rivoluzionario strumento inventato dallo stesso Ianne.

Muoverò le mani nell’aria e produrrò suoni, plasmandoli come voglio” questo dichiarava poco prima del suo debutto in quel di Quero. Su questo straordinario e rivoluzionario sturmento c’è ancora molto riserbo anche se l’idea è già stata brevettata.

“DUGA-3”, si compone da 11 tracce che mescolano sapientemente la classicità del pianoforte a influenze free-jazz, ispirazioni alla grande musica sixties, tratti psichedelici e riferimenti all’elettronica.

stefanoiannetrio

Lo spettacolo è sato liberamente ispirato al docu-film “Il Complotto di Chernobyl” (“Gran Premio della Giuria a Sundance 2015”) di Ciad Garcia, con Fedor Alexandrovich.

La serata ha registrato la presenza dell’ONG Sea Shepher che segue l’artista fin dagli esordi.

Il concerto è stata l’occasione per rivolgergli alcune domande:

DUGA-3 riconducibile, per volontà a… Il complotto di Chernobyl – The Russian Woodpecker è un film documentario del 2015 diretto e prodotto da Chad Gracia e con protagonista Fedor Alexandrovich, un artista ucraino che indaga sull’incidente di Chernobyl e sui suoi possibili legami con la Duga, un’antenna che ai tempi della Guerra Fredda mandava alle radio di tutto il mondo un segnale ribattezzato “Russian Woodpecker”, letteralmente “picchio russo”.
Possiamo definire Duga 3 è il complotto di Ian Steven Circus per ribaltare, nella musica ciò che è stato già sovvertito?

No, io sono piuttosto lontano da logiche complottistiche. Per esempio non credo nella congiura delle scie chimiche, non credo che il Mossad abbia fatto l’attentato a Ground Zero e credo che l’uomo sia andato veramente sulla Luna. Non sono comunque un rivoluzionario. Sono più una persona pacifica che spera di fare del bene agli altri con la propria Arte. Si, ogni tanto mi incazzo. Ma come tutti penso. Ma quando mi trovo di fronte a evidenze testimoniali e documenti come nel caso di questo docu-film, allora mi verrebbe da svegliare le coscienze. E, per me, questo è l’unico modo: portare il discorso al pubblico con passione e attenzione.

Qual è il punto di inizio di questo nuovo percorso?
Tu spesso collabori con tantissimi artisti, sempre assai diversi gli uni dagli altri.
Quindi il seme è la sperimentazione che a quel punto ha bisogno di essere affidata alle persone giuste oppure è l’arte dell’incontro… con i musicisti giusti per poi dare il là alla fase creativa?

La fase creativa arriva sempre prima. Poi succede che le collaborazioni apportano in itinere questi meravigliosi meccanismi di contaminazione. E di questo io, a tutti gli artisti che hanno collaborato con me, sarò eternamente grato. In questo momento io ho in testa un trio. Ma, per dire, al concerto del 7 dicembre saremo in quattro. Perché quando ce vó ce vó.

di Giovanni Pirri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...