OTTAVIO ZANI | CON IL MARE DI DENTRO otto tracce che parlano di viaggi

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Viaggiatore, musicista e scrittore, Ottavio Zani trasforma le sue avventure in giro per il mondo – spesso in bicicletta – in opere musicali o letterarie dove dominano il desiderio di scoperta e l’amore per il mare

Con il mare di dentro” è un lavoro che “sa di asfalto e di sabbia, di mare e di pianura. Le canzoni in fondo sono un viaggio da compiere restando seduti, immaginandosi un posto in cui sorridere perché è il sorriso che ci rende migliori e lo fa perché, ogni volta che siamo in pace ci godiamo appieno l’armonia del mondo”.
Chiuse in valigia e poi ritrovate a casa, le tracce del disco sono come conchiglie che permettono di sognare nuovamente il mare accostandovi l’orecchio: “Non ho la pretesa che vi piacciano – spiega Ottavio – ma ho la speranza che, ascoltandole, possiate chiudere gli occhi e provare un senso assoluto di pace, la stessa che avverto ogni volta in cui mi siedo e guardo il mare. Ognuna di esse racconta una parte di me o di quello che ho visto e sentito durante i lunghi periodi lontano da casa”.

Il mare è un elemento essenziale nell’orizzonte di Ottavio Zani, che oltre a “Viva Cuba” ha scritto anche “Il viaggiatore esteta”, un libro su un lungo bike trekking con una bicicletta pieghevole in Giappone nel quale i momenti di riposo sono spesso vissuti davanti all’Oceano.
Il mare ricorre anche in “Viva Cuba”, che racconta  gli incontri con l’umanità varia dell’Isola e la passione per la scoperta dell’altro: “la campagna, la miseria e la dignità dei contadini, i nuovi ‘benestanti’ di Cuba, cioè i padroni delle case particular. Intanto che il mare rapisce con i suoi colori e non è più possibile togliere la salsedine dal cuore. Ho parlato con i vecchi, con i tassisti, con le puttane, con i lavoratori ed abbiamo assaporato un maiale ucciso apposta per me e i miei compagni di viaggio”.

E se si chiede a questo viaggiatore e scopritore inquieto un riferimento musicale delle canzoni dell’album la scelta cade sicura su Bruce Springsteen, perché “la sua forza è fare dischi che stanno in piedi con voce e chitarra, restando sempre e comunque intensi e potenti anche quando il bagaglio è leggero. A volte anche io mi presento sul palco con la chitarra piccola, comodissima quando viaggio”.

Del resto il rapporto fra viaggi e canzoni è ben saldo, come in “Un’altra inutile emozione”, che apre il disco tracciando un filo rosso: “arrivi e partenze, le opinioni di giornata / ci troviamo spesso a un bivio / tra l’ignoto e la certezza dentro noi”. Le certezze di una sera davanti a una birra con l’amico di sempre e delle persone che pare di conoscere da una vita, incontrate lungo il viaggio in un paese lontano. Mentre il mare veglia su chi non può fare altro che muoversi e conoscere il mondo e chi lo abita.

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