#LA GIOSTRA | ESCE IL PRIMO ALBUM di Giuseppe Capparelli arrangiato e prodotto da Piergiorgio Faraglia

#GiuseppeCapparelli #PiergiorgioFaraglia #LaGiostra

Un viaggio, per terra e per mare, attraverso concetti ed interrogativi alla base dell’esistenza umana: le nostre radici, la vita, l’amore, la morte, la perdita, la partenza, la tempesta, il ritorno.

C’è tutto questo all’interno del primo e omonimo album de LA GIOSTRA, dietro al quale si cela il cantautore calabrese Giuseppe Capparelli. Un nome d’arte che rispecchia tutto il suo immaginario personale e artistico, dove l’antico carosello è la nostra mente e dove i cavalli di legno vestiti a festa sono le nostre idee intrappolate in un circolo vizioso che dovrebbero, invece, liberarsi e correre lontano. Ed è proprio per questo che l’album parla di viaggio, “viaggio necessario – afferma l’autore – a perseguire, come fine ultimo, il nostro personale e disperato tentativo di ricerca della verità”.

Il disco vive di atmosfere differenti; oniriche, introspettive ed acustiche ma anche incalzanti ed elettriche. Spesso acido, talvolta scomodo, il linguaggio è essenziale e diretto, senza mediazioni. Si tratta dell’ultimo album arrangiato e prodotto da Piergiorgio Faraglia, chitarrista e cantautore romano scomparso prematuramente nel maggio del 2017 mentre ne stava ultimando il missaggio. C’è voluto del tempo, oltre due anni, da parte di Capparelli per riprendere in mano il lavoro fatto e decidere di completarlo.

L’album LA GIOSTRA – che sarà presentato l’8 dicembre al Bad King di Perugia e il 28 al Free Time cafè di Cassano allo Ionio (Cs) – è disponibile in tutti gli store digitali.

LA GIOSTRA traccia dopo traccia
1) VALZER
L’abbaiar dei cani, il vicolo, le scalinate, ricordi sbiaditi di infanzie; antichi simboli ed archetipi come l’albero, che è emblema di forza e protezione, ma anche rappresentazione della figura paterna, oppure come lo scorrere del fiume “sempre nello stesso verso”, metafora dell’inesorabile passare del tempo. Tutto questo è in “Valzer”, il primo singolo dell’album, un brano essenziale ed intimista; le chitarre elettriche di Marco Del Forno, il basso di Faraglia e l’intervento del pianoforte acustico di Jacopo Carlini portano l’ascoltatore in un’atmosfera astratta, a tratti onirica, all’interno della quale scorre una scarna narrazione, fatta soprattutto di immagini.

2) BOLOGNA
Una città tanto amata dall’autore, e in cui ha vissuto nei primi anni lontani dalla Calabria. Una città fredda, nordica, ma allo stesso tempo accogliente per vocazione, multiculturale, dinamica, dotta… ma soprattutto estremamente sensuale. E’ quest’ultimo concetto ad essere maggiormente considerato sia nelle strofe del testo, concise ed esplicite; ma soprattutto nell’arrangiamento che passa da momenti introspettivi ad improvvise aperture elettriche che culminano nella lunga coda strumentale dal sapore synth.

3) PRESUPPOSTO
Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas? Se è così, figuriamoci cosa possono provocare i maldestri comportamenti umani. E’ questo è il “presupposto” del brano più elettrico del disco. Il testo ci porta in un mondo in cui l’umanità è ormai indifesa di fronte ai fenomeni naturali che si generano in maniera sempre più violenta. La tensione è accentuata dalla presenza continua ed insistente delle chitarre elettriche di Piergiorgio Faraglia.

4) PRIMI SBARCHI
Primi sbarchi è un brano dal sapore epico che mescola storia e leggenda. Vicende accadute sulle coste ioniche calabresi in epoche lontane, protagonisti i Greci colonizzatori. Sul vasto territorio della Magna Grecia, il brano racconta dell’arrivo degli Enotri e la successiva fondazione di Cassano allo Ionio, paese d’origine dell’autore. La narrazione scorre tra viaggi per mare, il ritorno dalla guerra, le tempeste che virano le rotte delle navi su approdi casuali, territori talvolta meravigliosi e strategici, i conflitti e la cacciata di chi abitava già quei luoghi. L’arrangiamento, grazie al riff ripetitivo della chitarra acustica e l’accompagnamento scarno delle percussioni, crea un’atmosfera ipnotica e sospesa.

5) LA NEBBIA
Brano che descrive attraverso un brevissimo testo ed un arrangiamento sostenuto ed elettrico, il filtro che si crea talvolta tra noi e le cose di tutti i giorni; ricordi d’infanzia, cose improvvisamente scomparse, inghiottite dalla nebbia. Ma tutto è sempre là, anche se talvolta non riusciamo più a vederlo.

6) HASH
La dipendenza, verso qualunque persona, cosa o sostanza, crea nei confronti di essa un inevitabile sentimento d’amore e d’odio. La chitarra acustica accompagna acidamente la solita sfilza di ripromesse, prima di esplodere elettricamente nella resa.

7) LA VITA E LA MORTE
Che cos’è la vita? E cos’è la morte? Cosa siamo riusciti a capire in tutti questi secoli. Ognuno sembra avere una sua soluzione, una speranza, spesso legata alla religione o alla scienza. Certezze zero. Nel frattempo sarebbe meglio pensare ad affrontare la vita nel migliore dei modi. Il modo che tutti i grandi uomini che ci hanno preceduto ci hanno insegnato, con le loro parole e i loro comportamenti. Il modo che la maggior parte di noi finge di non sapere.

8) MARE
Per chi cresce in luoghi vicino al mare, come l’autore, esso diventa un elemento estremamente familiare, un’abitudine, un orizzonte profondo, una certa serenità indisturbata a cui è indispensabile di tanto in tanto tornare. Questo racconto si svolge totalmente per mare: sinuoso, come le chitarre elettriche che alzano e abbassano i toni della narrazione tra onde in tempesta, traversate in traghetto, passeggeri, pescatori, l’umidità del porto, l’intimità e l’incertezza del viaggio.

9) LA GIOSTRA
Title track dell’album e nome dell’intero progetto musicale. La Giostra è una metafora della mente, con i cavalli che invece di girare attorno ad essa si liberano e corrono via, come pensieri ed idee che per essere nuovi, utili e vincenti, devono necessariamente allontanarsi dal conformismo in cui spesso nascono e rischiare la corsa verso l’ignoto.

foto (85)

Giuseppe Capparelli nasce a Offenbach, in Germania, da genitori calabresi emigrati all’estero. Nel 1979 la famiglia torna a vivere in Calabria, a Cassano allo Ionio. Lì Giuseppe si avvicina alla musica, studiando il pianoforte dall’età di 10 anni e successivamente la tromba, suonandola nella banda musicale del paese. Ma è la chitarra acustica, che studia da autodidatta, lo strumento con cui comincerà ad accompagnarsi per cantare.
Nel 1995 si trasferisce a Bologna dove frequenta l’Università iscrivendosi alla Facoltà di Scienze Naturali, ma nel 1998, seguendo la sua passione per la musica, si trasferisce a Roma, nel quartiere San Lorenzo.
A Roma dal 2001 collabora alla creazione dell’Associazione Culturale Zazerkelje, spazio nel cuore di San Lorenzo dove tutte le sere fino all’estate 2002 si svolgeranno concerti live. E’ qui che si realizzeranno le sue prime esperienze live, prima esibendosi da solo, poi suonando con diverse formazioni, nei locali di S. Lorenzo e non solo, in un repertorio incentrato soprattutto sulla canzone d’autore.
Nel 2005 si trasferisce a Perugia e comincia a dedicarsi alla composizione di canzoni proprie e alle le prime esperienze di registrazione in studio, ma dopo qualche tempo abbandona il progetto. Dal 2013 inizia a lavorare a “LA GIOSTRA” e alla realizzazione del disco omonimo, contenente esclusivamente composizioni proprie. La svolta arriva nel 2017 dall’incontro con il cantautore romano, anche lui trasferitosi in Umbria, Piergiorgio Faraglia.

Copertina – “lagiostra” Di Mario Adolfi – Nuoro

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