Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Mille

Mille è l’artista che abbiamo scelto di inserire nella lista dei 100 artisti da conoscere ai tempi del Covid-2019.  Una opportunità di conoscenza offerta dal tempo a disposizione e ci spinge alla lettura.

Lei è Mille solo artisticamente. All’anagrafe il suo nome è un altro… scopriamo il suo nome  insieme alla fine questa intervista.

Cominciamo dal nome MILLE perché? 
Immagino possano essere “mille” i motivi … me ne bastano tre 😉

Mio padre mi ha sempre regalato appellativi che descrivessero il mio temperamento, il mio modo di essere, mi chiamava la “garibaldina” di casa, e quando iniziavo a giocare invadendo casa con le mie cose, lui gridava al vento “attenzione è arrivata a casa nostra la spedizione dei Mille!”
Non volevo andare troppo lontano per la scelta del nome, volevo qualcosa che mi appartenesse anche se nessuno lo aveva comunicato all’ufficio anagrafe: papà gridava anche “Mamma li turchi!”, ma non suonava troppo bene.

Qual è il rapporto che hai col tempo ?

Vivo il tempo come un mezzo a disposizione e non come qualcosa che passa.

Galeotto fu lo Zecchino d’Oro. Un patto con la musica che è per sempre ?

Più che un patto è un’amicizia, di quelle rare che superano i momenti duri e le “sgabellate”, che letteralmente significa tirare uno sgabello contro qualcuno durante un litigio.

Quanto ti è costata quella firma fatta nelle veci di “papà” ? Ti ha punito? 😉

Quando ho partecipato allo Zecchino d’Oro in famiglia non avevamo il navigatore, e ricordo che per accompagnarmi alle selezioni da Velletri a Fiano Romano, subito fuori Roma, ci siamo persi. Fu un viaggio lunghissimo, durante il quale mio padre dichiarò che per il successivo impegno con la musica sarei stata necessariamente patentata e automunita.

Dietro al videoclip di ANIMALI che pubblichi in questo momento così difficile c’è molto di più oltre il colore delle immagini? Cos’è che lega l’istinto ANIMALE alla realtà che stiamo vivendo?

Siamo animali sociali e la nostra identità si definisce nel rapporto con le altre persone e trova nel nostro aspetto esteriore, il più immediato mezzo di comunicazione. L’estetica dice spesso più di quello che si immagina, esige allo stesso tempo uno sguardo attento e sensibile.
Lo spirito di sopravvivenza, di auto-conservazione e i momenti bui sono terreno fertile per l’immaginazione, per fare sogni: che sia ri-incontrare un amore, che sia uscire di casa anche solo per passeggiare.

Il colore ma anche l’ambientazione del videoclip è dichiaratamente anni 80… 
Questo concetto ti ricollega anche a tua madre negli anni della sua giovinezza?
La famiglia resta sempre un esempio per la vita?

Sfogliare l’album delle fotografie di mia madre ragazza, appena fidanzata, ha sempre rappresentato un ricongiungimento alle cose buone della realtà. Quelle foto sono da sempre dei talismani per me, ed è inevitabile che tutto quello che faccio abbia a che fare con quei tempi, con quel sapore, con quei colori.
E della famiglia oggi riesco a tenere a cuore e a mente esclusivamente la faccia più rosea della medaglia.

La musica non è il tuo solo interesse?

La musica è il filo conduttore di tutto quello che faccio. Mi interesso di psicologia, leggo molto, disegno, mi piace il vintage, cucio (forse è più corretto dire accrocco).
Tutte queste passioni sono anelli della stessa collana. Quando scrivo le canzoni, e non solo, pesco da quello che la psicologia mi insegna, da quello che leggo, ho disegnato la copertina del mio primo singolo, e disegnerò le prossime dei singoli che verranno. Lo stile vintage è l’involucro del pacchetto.

A che punto della tua vita artistica e umana è arrivato il talent?
E cambiato il tuo rapporto con l’ambiente artistico ma soprattutto è mutato l’approccio professionale al mestiere di autrice e compositrice?

Il talent è arrivato in un momento in cui con i Moseek stavamo per pubblicare un disco e abbiamo pensato che potesse essere un investimento giusto in termini di promozione. Un’esperienza cui eravamo pronti umanamente in primis, forti della nostra amicizia.
Ha portato importanti cambiamenti perché mi ha permesso in maniera ufficiale di campare di musica, e i tour, il disco pubblicato subito dopo, mi ha permesso di approdare a quello che sono oggi, una cantautrice che scrive in italiano e non più solamente in inglese.

Incontri per te fondamentali?

In ordine cronologico e non di importanza.
Il 28 febbraio del 2008 incontro Davide Malvi, il batterista dei Moseek, da quasi due anni è diventato un autore di canzoni, scriviamo insieme, è l’amico migliore che potessi avere, una persona rara che tutti dovrebbero conoscere per essere più felici.
Maurizio Mariani, bassista e produttore, è il mio punto di riferimento, mi tende la mano da sempre.
Il produttore Fausto Cogliati, è colui che mi ha detto sempre la verità, e mi ha insegnato che la verità può rendere anche antipatici.
La mia insegnante di canto Eleonora Bruni, l’unica a cui ho affidato la cura delle mie corde vocali e poi il management che mi sta accompagnando in questo progetto.
Sono gli incontri fondamentali della mia vita, si contano su una mano, ma sono i motivi che mi fanno sentire fortunata.

Influenze per te determinanti?

Sicuramente quella da covid19: negando volume al nostro corpo e alle nostre azioni, siamo costretti a fare i conti con la nostra finitezza e ci siamo ritrovati tutti a riflettere sulla percezione di quello che abbiamo, sull’urgenza di fare della vita la nostra vita. Sto in quarantena da molto prima del 9 marzo 2020, se da un lato mi ha portato sofferenza, dall’altro ha influenzato tutto quello che scrivo.

E poi adoro Patty Pravo e Raffaella Carrà.

Il progetto in atto lo conosciamo…Prossimi sviluppi?

Organizzare un concertino su Marte, una cosa tra amici.

di Giovanni Pirri
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Ah dimenticavamo:  Mille è il nome d’arte di Elisa Pucci, è una cantautrice nata nella provincia di Roma e milanese d’adozione.

Se non hai letto ancora la news sull’uscita del nuovo videoclip di MlLLE (clicca sul link)
https://allinfo.name/it/mille-arriva-il-video-ufficiale-di-animali/