Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Enrica Crimi

Giovane artista, viaggiatrice cosmopolita, cantautrice amante delle radici della propria terra.

Ecco alcune definizioni possibili di Enrica Crimi, poliedrica autrice di testi e musica propria che Sabato 25 aprile 2020 alle ore 18 contagiera con un suo Live il pubblico che da più di un mese frequenta la pagina del progetto #DALPALCODICASAMIA ( http://www.facebook.com/dalpalcodicasamia )

Abbiamo approfittato dell’occasione per farle alcune domande.

Leggendo la tua biografia si nota come il tuo inizio artistico sia legato all’esperienza teatrale.
 Una esperienza per sempre che segna positivamente?

Una esperienza che ha dato il via alla scoperta del palcoscenico, alla possibilità che ogni silenzio, ogni gesto, ogni parola, ogni intenzione, ogni storia, possa vivere nella sua più completa totalità. Nel corpo, nella voce e nell’anima. Il teatro permette tutto questo, per cui sì, ha segnato positivamente un percorso che già la musica, in famiglia, aveva aperto.

Siciliana di nascita ma con una spiccata propensione al viaggio. Essere siciliani è avere anche nel DNA la propensione al viaggio e all’incontro?

Sì, essere siciliani, ma in generale, nascere su un’isola e in una città di mare, dà la propensione al viaggio e all’incontro con il diverso, pur rimanendo profondamente attaccati alle radici.

Il momento del canto è arrivato quando? E qual è stata la spinta emotiva?

Il canto è arrivato prima della parola, a 5 mesi. E poi si è sviluppato ai tempi dell’asilo, a casa mia la musica era pane quotidiano per cui è stato naturale prendere un microfono in mano e una chitarra sotto braccio.

Hai avuto la possibilità di arricchire la tua esperienza artistica frequentando gli stage di teatro con Dario Fo. Come ti ha cambiato questa esperienza?

Mi ha resa consapevole delle mie capacità e mi ha infuso l’essenza del teatro. Dario Fo aveva dei motivi ben precisi per cui faceva teatro ed è quella motivazione che mi ha trasmesso, quel momento in cui metti da parte te stesso per metterti al servizio di un ideale più grande. E poi, quale appassionato di musica dialettale, me ne ha ricordato l’importanza, permettendomi di esibirmi.

E poi… l’incontro con la figura di Rosa Balistreri che entra nel tuo repertorio?
Da quel punto in poi la scelta di scrivere canzoni inediti in siciliano? 
Oppure la propensione alla scrittura in siciliano è stata sempre una tua prerogativa?

Mai stata una prerogativa, anzi, rifuggivo dal dialetto per paura che “sporcasse” il mio italiano. E poi ho capito, che non avevo capito niente! E lì è arrivata Rosa, con la sua voce rabbiosa e i testi rivoluzionari a ricordarmi che le donne devono avere una voce, e che se quella voce passa attraverso la musica, le storie si assaporano in modo diverso.

Tanti gli incontri Moni Ovadia, Mimmo Epifani, Mario Incudine, Antonio Infantino, Tony Esposito, James Senese e Napoli Centrale, Paolo Rossi, Stefano Benni, Fausto Mesolella, Cosimo Damiano Damato, Mario Pirovano, Mariella Nava. Ci sono momenti, aneddoti condivisibili?

Mi sono esibita sullo stesso palco con loro, ma gli artisti con cui mi sono confrontata che mi hanno lasciato un segno indelebile sono stati altri. Registi e musicisti che hanno creduto in me quando io avevo smesso di credere in me stessa. Persone che hanno capito cosa era meglio per me e mi hanno indirizzato la strada. Che, al momento, preferisco conservare gelosamente nel cuore.

Oggi vivi a Bologna?

Oggi vivo a Bologna, che è stata la mia seconda casa dopo la Sicilia.

Come stai affrontando questo periodo di covid-19 da bolognese acquisita?

Mi concentro più che posso sulle cose positive della vita.

Progetti prima del covid, in corso e per la ripartenza?

Scrivere, scrivere, scrivere.

Siciliana, formatasi alla scuola di teatro Teatès diretta da Michele Perriera, lavora per il comune di Marsala come attrice e regista nella realizzazione di spettacoli teatrali che spaziano dai tragediografi greci a Woody Allen. Si trasferisce a Bologna dove studia musical theater alla Bsmt e recitazione con Alessandra Frabetti e Ivano Marescotti. Comincia la collaborazione col produttore Roberto Costa per l’incisione dei suoi inediti. Canta nella compagnia diretta da Robert Steiner “Aspettando Broadway”. Arricchisce la sua esperienza artistica frequentando gli stage di teatro con Dario Fo, di musical con Larry Grossman, di canto jazz con Shawn Monteiro al Modena JAzz Festival e Diana Torto all’Università di Siena Jazz, di educazione alla voce con Franco Fussi e di cantautorato al Cet di Mogol. Vince il festival “Io canto” al Porretta Festival con il brano inedito “Sognami”. Si trasferisce a Modena, dove porta in scena il repertorio di Rosa Balistreri con musicisti raffinati come Lucio Caliendo, Enrico Lazzarini, Andrea Burani e Cesare Vincenti. Al festival della musica ad Alcatraz diretto da Jacopo Fo viene invitata per raccontare la storia della Sicilia con le canzoni di Rosa Balistreri e con i suoi inediti in dialetto siciliano, che descrivono tutta la rabbia della sua terra e tutta la dolcezza di una donna che insegue un desiderio di libertà. 
Si é esibita nei migliori festival di musica folkloristica italiana cantando un repertorio dal taglio cantautoriale con una particolare attenzione alla musica tradizionale siciliana sullo stesso palco con Moni Ovadia, Mimmo Epifani, Mario Incudine, Antonio Infantino, Tony Esposito, James Senese e Napoli Centrale, Paolo Rossi, Stefano Benni, Fausto Mesolella, Cosimo Damiano Damato, Mario Pirovano, Mariella Nava.

Ha frequentato le “Choral Masterclasses for conductors” and choirs dirette dal maestro Enzo Marino; é stata uno dei componenti del coro Regina Pacis diretta dal Maestro Enzo Marino. Prima di stabilirsi a Bologna dove ora risiede, è vissuta un periodo  a Londra, dove si è esibita con il suo progetto di inediti in “triplice lingua” (italiano, inglese e siciliano).

Segui e condividi l’evento:

https://www.facebook.com/events/2732952763601664/