Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Davide Tonello

Davide Tonello, voce ma soprattutto autore con uno spiccato senso di  rispetto per le parole. Questa la sintesi del talento di un artista che ama a tal punto il cantaurtorato impegnato che ha deciso di contribuire a farlo restare vivo con le sue canzoni.

Domenica 26 alle ore 18 sarà live sulla pagina del progetto #DALPALCODICASAMIA per raccontarci un po’ di sé e della sua musica.
Basterà collegarsi all’indirizzo http://www.facebook.com/dalpalcodicasamia

Ovviamente abbiamo approfittato dell’evento per intervistarlo.

Ascoltando i tuoi brani, leggendo i tuoi testi spicca il ruolo che le parole hanno. Giocano un ruolo fondamentale tanto da divenire la testimonianza aperta dei tuoi stati d’animo. 
Aperta perché il live ha il potere di arricchire tali emozioni con le infinite sfumature possibili o c’è dietro un legame ancora più profondo?

In realtà gli stati d’animo dei miei testi non riflettono sempre i miei stati d’animo ma spesso quello di altri soggetti cui voglio raccontarne la storia o gli stato d’animo. Certo la scelta di raccontare una storia invece che un’altra dice già molto circa le intenzioni dell’autore. Sono molto attento ai testi principalmente perché ho il terrore di essere banale. Le mie canzoni nascono prima di tutto da un’idea di storia che voglio raccontare. La musica viene dopo. In un certo senso sono canzoni più vicine alla letteratura che alla musica

Al tuo attivo tanti passaggi radiofonici, diversi contest e anche diversi premi. Che rapporto hai con il confronto con gli altri ma, anche, con le definizioni che questo nostro mondo musicale è solito attribuire agli artisti ….per semplificare … per distrazione… per superficialità? 
Meglio a volte autodefinirsi? 


Credo di non essermi mai posto il problema di come apparire. Vivo la musica come una passione e basta. Non mi aspetto che gli altri mi etichettino per le mie canzoni ma é chiaro che quando si viene a contatto con un’opera che ci piace ci si domandi che tipo di persona sia l’autore. Credo che autodefinirsi sia un’impresa difficile e pericolosa cui forse converrebbe nascondersi o depistare.

Quando ti ascoltano nei live qual è la prima istantanea che vorresti fosse scattata dal tuo pubblico e quali sono gli elementi / i dettagli che vorresti tanto contenesse e sui quali ti piace lavorare molto ?

Durante i miei live la prima cosa che cerco nel pubblico é di coinvolgerlo emotivamente e psicologicamente, nel senso dell’attrazione verso il testo. Se ciò avviene la seconda cosa che cerco, è cioè fare apprezzare le mie canzoni, avviene quasi matematicamente. Non saprei rispondere alla seconda domanda, nel senso che la mia concentrazione nei live é unicamente quella di offrire una buona performance.

Il tuo primo disco arriva a 22 anni. Si dice che il primo si prepara tutta una vita. A cominciare dagli ascolti che si fanno. Che ne pensi?

Le mie prime canzoni sono pesantemente influenzate da ciò che ascoltavo. Primo su tutti Fabrizio De André, cui l’influenza credo sia rimasta anche ora.

E i successivi?
 E’ cambiato il tuo modo di scrivere musica e testo? E l’approccio alla ricerca dei temi di cui parlare?

L’approccio é rimasto più o meno lo stesso. Nessuno saprebbe riscrivere le stesse canzoni scritte anni prima, perché diverse sono le esperienze e diverse le persone. Oggi sono più attaccato alla musica di quanto non fossi anni fa, epoca in cui non mi interessavo se una melodia fosse bella o brutta purché si accordasse al testo. Oggi vedo più la canzone nel suo insieme e decido spesso di sacrificare la bellezza delle parole per un risultato musicale più efficace.

Come è stato registrare il tuo primo disco?

Il mio primo vero disco é in demo registrato solamente chitarra e voce. Successivamente ho ripreso gran parte di quelle canzoni e le ho reinterpretate con un arrangiamento più ricco, cosa frequente tra i cantautori.

Il tuo ultimo brano vanta una collaborazione con Domenica Borghese, autrice siciliana che ha poi generato il brano “Gerundio Distratto”. Ha visto la partecipazione di Eugenio Bennato.
Come sono nati questi incontri?

Con Domenica Borghese collaboro da 5 anni e abbiamo scritto diversi brani insieme, alcuni già pubblicati e cantati da altri artisti.
Lei é una bravissima autrice di testi e poesie. Quando mi ha inviato il testo di “gerundio distratto”, ispirata proprio dopo aver assistito ad un concerto di Eugenio Bennato, ho scritto la musica che mi é venuta abbastanza di getto. Soddisfatto del risultato ho fatto una registrazione chitarra e voce e Domenica l’ha proposta ad Eugenio, il quale l’ha ricontattata e si é reso disponibile per interpretarla in duetto con me. Assieme abbiamo poi girato anche un video. Per me é un onore aver cantato assieme ad un artista del calibro di Eugenio, cui non mi stancherò mai di ringraziare. Artisti come lui sono ormai in via di estinzione al giorno d’oggi.

Progetti presenti e futuri ai tempi della musica da Covid 19?

Ovviamente l’attività live è ferma e probabilmente i concerti saranno l’ultima cosa che riprenderà.
Riprenderò il lavoro in studio e la realizzazione di nuovi videoclip.

di Giovanni Pirri

https://www.facebook.com/events/1322762807916556