Recensioni in Breve : Luca Barbareschi e il suo spettacolo dedicato a… (@BarbareschiLuca).

Luca Barbareschi DSC_7143 MEDIA Foto di Bepi Caroli(@TeatroEliseo) (@BarbareschiLuca)

Uno spettacolo dedicato a … se stesso e a tutte le persone che lo scelgono. Un one man show  destinato a rimanere nella storia  perché ricordarlo  vale la pena ed e’ un po’ capire quante avventure possono attraversare il quotidiano di una persona che oggi ci spiega come affrontarle. Suo complice gli  ironici aneddoti vestiti da tragedie all’interno del suo  mondo segreto che, se diventa uno spettacolo, ha la fortuna di diventare una piccola luce di speranza per tanti.

Tra musica dal vivo e recitazione dalle mille sfumature emozionali Luca Barbareschi si domanda chi vuol essere e al tempo stesso si risponde vantando un passato che ha dell’ironia da vendere. Merito o colpa di un padre e di una madre che hanno fatto invidia alla Famiglia Addams. Peccato o per fortuna  fosse la sua infanzia.

Cercando segnali d’amore nell’universo di Luca Barbareschi con la band di Marco Zurzolo (Marco Zurzolo sax, Piero De Asmundis piano, Antonio Murro chitarra e voce, Beatrice Valente contrabasso e voce, Gianluca Brugnano batteria e la voce di Angelica Barbareschi) per la regia di Chiara Noschese  è mille coscienze a confronto dove ciascuna racconta una storia, tra il bisogno di superare un macigno e l’esigenza di dimenticarlo un giorno : tra declamazioni, versi decantati e cantati estrapolati da parti di copione  nelle quali, in tanti, chissà forse possono riconoscersi mentre dalla platea se la ridono.

Sì dalla platea se la ridono alla grande e così tanto da scatenare quella tosse consequenziale che tu capisci che, oggi, quando si va in teatro, molta gente non è poi così tanto abituata a ridere e con Barbareschi, a parte quel piccolo senso d’ansia che ti trasmette raccontandoti le sue storie ansiogene a velocità diverse,  supersoniche, si ride per davvero.

Lui in fondo racconta la sua vita. Non comune, sicuramente piena di sketch scelti nel mazzo della sua esistenza in corso che non si dimentica di aprire una finestra sul suo ingaggio da parte dell’actor studio di New York come imbianchino. Roba da invidia.

A spettacolo finito si  capisce ancora meglio come Barbareschi  possa riternersi un sopravvissuto che non s’arrende mai, perché dalla propria, oltre a Gianni Morandi (suo psicologo televisivo involontario) s’è accorto ad un certo punto di avere o  aver avuto degli angeli al suo fianco:  il padre e la madre  nonostante gli umani limiti, le agliose zie,  Cesare – che gli ha insegato il valore della cultura e dello studio – i figli – ne ha tanti – e poi Elena sua moglie.

Artisti, scrittori , amici, compagni di viaggio, parenti, circensi,  che gli hanno insegnato che la vera fortuna di un uomo è quella di fare bene il proprio mestiere.
Lui che  sa come si mente dicendo la verità.

Cercando segnali d’amore nell’universo di Luca Barbareschi se decidi di andarlo a vedere  al Teatro Eliseo, ti chiede  due ore di tempo. In compenso ti ripaga  esplicitando al meglio il  talento da funambolo del protagonista: salta, balla, canta, piange e ti fa piangere e  senza essere mai scontato – a parte la storia delle puzze ma questo è un altro discorso –   perché per quanto specchiabile nelle storie di altri, ad esser raccontata è pur sempre  la sua vita…

Cercando segnali d’amore nell’universo di Luca Barbareschi sarà in scena al teatro Eliseo fino al 3 gennaio 2016

di Giovanni Pirri

 

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