MIRABASSI – RENZETTI – TAUFIC | Arriva #AGRESTE

2018-09-20-11-11-36#MirabassiRenzettiTaufic @gmirabassi #cristinarenzetti #Taufic #Agreste @EGEA_Music
Agreste è il secondo lavoro del trio MirabassiRenzetti Taufic.
Dopo l’esperienza di Correnteza, dedicata alla musica sofisticata e raffinatissima di Jobim, il percorso dei tre prosegue risalendo il fiume verso l’entroterra, avendo come guida la suggestione potente della traduzione portoghese del termine: interior.

In Brasile lasciarsi alle spalle la lunghissima linea di costa, cartolina da sogno tropicale, successione infinita di spiagge di sabbia candida costellate di palme e percorse con leggiadria da leggendarie “ragazze di Ipanema” significa addentrarsi nel verde scuro, selvaggio e impenetrabile della mata atlantica fino a perdersi nella sterminata distesa di steppe drammaticamente bruciate dal sole implacabile del tropico, il grande sertão, raccontato da Guimaraes Rosa, dove si consumano le vite secche di Graciliano Ramos, i tristi tropici di Levi-Strauss.

E’ riduttivo pensarlo come semplice luogo su una mappa, si tratta appunto semplicemente del interior, una categoria esistenziale e psicologica, poetica e spirituale più che meramente geografica.

L’umanità dei suoi abitanti riflette in pieno la drammaticità dell’ambiente naturale. Il carattere Caipira (contadino) è più chiuso di quello carioca, genuino, sottile, generoso quanto riservato e introverso come quello di chi si rapporta quotidianamente con l’asprezza della terra.

Figlia diretta della terra madre e matrice dell’umanità, l’anima agreste è per sua stessa natura universale.
È per questo che stavolta il repertorio del trio non si limita esclusivamente al Brasile punto di partenza di un itinerario che approda in Abruzzo, passando per le nostre montagne fino alla Sardegna (il disco vede la preziosa partecipazione della grande cantante popolare sarda Elena Ledda).
I nostri tre musicisti trattano questo materiale con lo stesso atteggiamento estetico imparato dalla lunga convivenza con la musica Jobiniana, mettendo al centro della loro personalissima rilettura di questi repertori i valori del camerismo e della cura del suono, del rispetto profondo per il testo coniugato con la libertà e la propensione al dialogo e all’ascolto proprie della loro comune provenienza jazzistica.

Agreste
è il diario di un viaggio durato anni di convivenza musicale e non solo, alla ricerca delle radici profonde, delle necessità ultime, con i piedi nel fango rosso del Minas Gerais e l’odore del mirto sardo nel naso. Un viaggio di ritorno, verso l’interno, un viaggio interiore.
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