Antonio Desiderio al servizio di Musica e Danza. Intervista a cura di Monica Lubinu.

Sic gorgiamus allos subjectatus nunc”, che sarebbe a dire: “Con delizia banchettiamo di coloro che vorrebbero assoggettarci”.

Con questo motto Antonio Desiderio , classe 1976 in 1,90m di avvenenza, fascino ed intraprendenza , partendo dalla sua Roma si è fatto strada nei maggiori Teatri del mondo , fino a diventare tra gli artist manager di Opera e Balletto più apprezzati a livello internazionale.

Lo abbiamo incontrato con lo scopo di conoscerlo meglio non solo sul piano professionale e personale, ma anche per scoprire quali saranno le prossime mosse che gli consentiranno di continuare a diffondere arte e bellezza attraverso la musica e la danza , superando gli ostacoli legati alla pandemia.

A che età ti avvicini per la prima volta al mondo della musica e quali sono state le figure più importanti per la tua formazione artistica ?

Sono cresciuto nella musica perchè mio papà lavorava al Teatro dell’Opera di Roma e per questo motivo ho sempre avuto possibilità di poter ammirare opere, concerti e balletti fin da giovane età.

Arrivato intorno ai 12 anni espressi la volontà di studiare uno strumento, dietro consiglio anche della mia allora professoressa di musica delle scuole medie che notò una forte inclinazione alla materia.

Ho cominciato così a studiare pianoforte classico fino al punto da sentire il desiderio di volerlo impiegare a servizio della danza. Fu così che iniziai a prendere specifiche lezioni per l’accompagnamento delle lezioni di danza, dapprima con il M° Vinicio Colella e in seguito con la Maestra Marianna Starc e cominciai a lavorare nei maggiori centri professionali di danza di Roma, unitamente ai miei studi universitari di Giurisprudenza. Ci fu così il mio primo approccio concreto con il mondo della  balletto all’interno di una sala di danza.

Non ho mai avuto delle specifiche figure di riferimento artistico al quale mi sono ispirato. Di sicuro sono sempre stato attratto ed affascinato dai tutti quei personaggi che sono stati grandi con la loro arte, ognuno nel proprio settore. Tra questi, Luciano Pavarotti, Carla Fracci, Renato Zero, Whitney Houston.

Raccontaci brevemente le tappe più significative della tua vita professionale, ma soprattutto come, quando e perché decidi ad un certo punto di dedicarti completamente all’attività manageriale?

Quando ho finito il mio praticantato forense, ho capito che avrei dovuto seguire l’istinto che mi spingeva a lavorare in altro settore per potermi sentire realizzato e felice. Decisi così di dedicarmi completamente al lavoro manageriale che svolgo oramai da oltre 18 anni.

Tra tutti gli artisti e i professionisti del mondo dell’Opera e del Balletto con cui hai collaborato, a chi ti senti maggiormente legato e perché ?

Ho lavorato davvero con moltissimi artisti, ognuno con le loro peculiarità, ognuno con la propria bellezza personale e di questo sono stato davvero molto fortunato.

Ad alcuni di questi sono legato oltre che per lavoro, anche per affezione personale: di sicuro tra questi la grande amica e coreografa Maria Grazia Garofoli, che fu colei che diede un imprinting importante alla mia carriera permettendomi un assiduo e lungo rapporto con l’Arena di Verona e con la quale ho fatto incredibili progetti (tra questi una tournée di due mesi in Cina con una produzione di Lago dei Cigni); l’etoile Giuseppe Picone, grande star della danza con cui ho condiviso gran parte del mio percorso professionale ; Margherita Parrilla, donna straordinaria dalla grande tempra, alla quale devo di essermi stata accanto in un momento particolare della mia vita; Kristian Cellini, amico e coreografo, compagno di tante avventure lavorative ; e ancora il grande e per me sempre gioviale Alfonso Paganini , la coreografa e regista Alessandra Panzavolta e l’organizzatore Vincenzo Macario, anche loro sempre presenti in tante tappe della mia vita.

Non in ultima per importanza, Sabrina Bosco, maître e coreografa internazionale , con la quale ho ritrovato e riscoperto un rapporto già esistente tanto tempo fa e ora consolidato in maniera più forte proprio durante il periodo pandemico.

A loro, e a tutti coloro con i quale ho lavorato, va il mio più sentito ringraziamento.

Esiste qualche figura della storia a cui ti sei mai ispirato nel tuo lavoro e quali sono le peculiarità che non possono assolutamente mancare per poter svolgere questo mestiere ?

Sono sempre stato attratto dalle figure manageriali che hanno saputo “creare” un personaggio sull’artista che gestivano.

Un pensiero va al grande Maestro Beppe Menegatti, uomo di immensa cultura, che ha saputo creare il personaggio legato alla figura di Carla Fracci e di averlo saputo evidenziare in maniera totale tramite un gesto, un abbigliamento, un’espressione.

Ancora parlando di grandi manager, penso sicuramente ad Herbert Breslin, storico manager di Luciano Pavarotti. Curò e creò tutta la figura del grande tenore per come tutti noi lo ricordiamo: le sopracciglia disegnate, le braccia aperte verso il pubblico con il fazzoletto bianco penzolante, il sorridere tenendo sempre gli occhi chiusi.

Questi sono per me esempi di coloro che sanno fare del management, la creazione di un personaggio e renderlo un ricordo indelebile nel cuore del pubblico.

Qual è la vera motivazione che ti spinge oggi a perseguire con tanta passione la tua professione e a superare le molteplici difficoltà presenti in questo settore ?

Il grande amore per l’arte e la cultura. Da sempre sono affamato di sapere e di arte e non potrei mai farne a meno. Ho scelto volutamente questa strada perché è la sola che sa darmi immense emozioni. Certamente accanto a questo non mi stancherò mai di dire che occorre preparazione e tanto studio, senza i quali si fa ben poco.

Ora specialmente, in epoca pandemica, le difficoltà sono triplicate. Ma credo che la sola cosa a cui dobbiamo puntare tutti è “il fare”, tralasciando un pò il resto degli aspetti. Siamo stati troppo fermi e questo settore ne ha risensito maggiormente in termini di emotivi e psicologici. Bisogna concentrarci nell’andare avanti e proseguire nel nostro operato.

Qual è la tua giornata tipo e come ti piace trascorrere il tuo tempo libero?

Mi alzo molto presto la mattina, amo iniziare la giornata il prima possibile, e dopo aver portato a passeggio il mio cane Mimì, inizio con una buona colazione e l’immancabile caffè che adoro!

Poi inizio il lavoro al pc ed al telefono, che rimangono i principali strumenti del mio lavoro, oltre gli appuntamenti di persona quando ne ho in agenda (e quando il Covid ce li permette!!!)

Se invece sono fuori sede per lavoro, mi organizzo un planning giornaliero da seguire con i vari impegni.

Mi reputo una persona molto conviviale.   Nel tempo libero faccio palestra e adoro stare con i miei amici e con chi amo, possibilmente organizzando un buon pranzo o una bella cena….ammetto che sono bravo in cucina e quando posso do il meglio di me !!!

Venerdì 4 marzo presso il Teatro Carcano di Milano, porterai in scena un Gala interamente dedicato alla divina Carla Fracci (scomparsa il 27 Maggio dello scorso anno ) dal titolo “Adieu Au Revoir” con la regia del Maestro Beppe Menegatti e la partecipazione delle più brillanti Stelle internazionali della danza. Come sarà impostato lo spettacolo e quali artisti troveremo sulla scena ad omaggiare la ballerina italiana più amata di tutti i tempi ?

Sono molto emozionato nel presentare questo progetto. Lo reputo una grande responsabilità nella città natia della grande Carla Fracci. Inoltre averlo potuto creare con la regia e supervisione del M° Menegatti è davvero un’immensa gioia. Sarà una meravigliosa serata che omaggerà la straordinaria Diva    ripercorrendo i grandi passi e due e i titoli che l’hanno resa famosa nel mondo , ma anche i filmati della sua carriera intervallati a momenti di grande danza.

Tra gli artisti che troverete nel parterre anticipo la presenza dell’Étoile Giuseppe Picone, che fu scoperto proprio da Carla Fracci e Beppe Menegatti all’età di 12 anni e la presenza dell’Étoile del Teatro dell’Opera di Vienna Liudmila Konovalova che  eseguirà oltre a “la Morte del Cigno” , una versione particolare del Valzer dei Fiori tratto da “Lo Schiaccianoci” eseguito in Rai da Carla Fracci nel 1967 e che verrà accompagnata per l’occasione dalle giovani Allieve del Centro Studi Coreografici del Teatro Carcano diretto da Aldo Masella.

Gli altri nomi vi invito a scoprirli sui nostri social o direttamente a teatro. Vi aspettiamo!

© Photo Diego D’Attliio

Grafica Poster:
Barbara Gallozzi

di Monica Lubinu