La danza de “Le Maschere” anima il Carnevale del Balletto del Sud. Intervista a Fredy Franzutti

Intervista a Fredy Franzutti, direttore, regista e coreografo della Compagnia Balletto del Sud, a cura di Monica Lubinu.

Sabato 19 Febbraio alle ore 21.00 con replica domenica 20 Febbraio alle ore 18.00, il Balletto del Sud riapre le danze al Teatro Apollo di Lecce, con la seconda edizione della serata di gala “Le Maschere”, il primo appuntamento della stagione danza 2022 della prestigiosa compagnia salentina diretta dal geniale e visionario Fredy Franzutti.

Un vero e proprio viaggio dedicato al Carnevale, attraverso pregiati pezzi del repertorio classico come The Fairy Doll, Carnaval, Masquerade, Harlequinade, La Cachucha e coreografie firmate dallo stesso Franzutti, interpretate dai primi ballerini Nuria Salado Fustè, Matias Iaconianni e Carlos Montalvan, i solisti e il corpo di ballo. Lo spettacolo sarà accompagnato dalla musica suonata da un’orchestra dal vivo e dalla penetrante voce narrante dell’attore Andrea Sirianni.

Innanzitutto raccontaci come nasce l’idea di creare “Le maschere” e quali personaggi della commedia dell’arte e del balletto di repertorio verranno rappresentati?

Dalla fine del settecento fino alla prima parte del novecento, le maschere e la commedia dell’arte non solo sono protagonisti della scena teatrale ma, anzi, via via che la grande tradizione va scomparendo nei teatri – sostituita da un nuovo genere della prosa – le maschere divengono “citazione di un mondo” rappresentato in quadri e suppellettile di valore. Statuette in porcellana, ninnoli, lampade rappresentano arlecchini riverenti e scaltri, pulcinella contorti, colombine ammiccanti, creando un vero filone estetico di interior design, oggi meno comune, finito nelle bancarelle dei mercatini o nelle botteghe degli antiquari.
La danza e la musica non furono immuni alla moda trascinante e coreografi e musicisti dell’epoca tradussero e animarono con i propri linguaggi gli eroi e le vittime di questo mondo che cela, dietro la maschera, risate e lacrime.
Lo spettacolo ha dunque l’obiettivo di inanellare queste perle, alcune rare o dimenticate, come album di questa testimonianza. L’operazione è dunque ricostruttiva sia nelle coreografie sia nei costumi e nelle atmosfere.

Tra le varie maschere, troveremo una rara rappresentazione della “Cachucha” su musica e coreografia originale di Jean Coralli accompagnata dalle nacchere. Anche il costume sarà identico a quello indossato da Fanny Elssler, prima interprete di questa danza spagnola rappresentata per la prima volta nel 1836 nel balletto “Le diable boiteux”.

Un momento di ricostruzione importante. La Cachucha è una danza andalusa che si eseguiva durante le feste popolari soprattutto nel carnevale. L’origine è a Cuba anche se gli spagnoli ne hanno preso la paternità. E’ stato, come sappiamo, il cavallo di battaglia dell’austriaca Fanny Essler che danzava appunto la coreografia creata per lei da Jean Coralli. Nello spettacolo vediamo la ricostruzione che ha fatto Ann Hurchinson per Carla Fracci che ha interpretato la Essler nel film-docu “Le ballerine” del 1987. E’ stata Carla Fracci a insegnarmi la coreografia e lo stile (esattamente inserimmo la Cachucha nel finale del balletto “Caterina, la figlia del bandito” quando l’ho ricostruito, in prima assoluta in tempi moderni, per il teatro dell’Opera di Roma – su suo invito).

Un altro tra i balletti più attesi dello spettacolo è senza dubbio “The Fairy Doll” noto anche con il titolo “La fata delle marionette”, nonchè tra i cavalli di battaglia della compagnia salentina, dove sono richiesti una forte preparazione tecnica ma anche grandi capacità interpretative.

The Fairy Doll, Carnaval, Harlequinade e Petruska sono i 4 pezzi di ricostruzione tra interpretazione e virtuosismo. Brani molto difficili e sono contento che la nostra compagnia riesca ad affrontare un tale repertorio. Poi sarà il pubblico e la critica a giudicare il risultato del nostro lavoro.

Quali sono le altre creazioni coreografiche da te firmate che hai scelto di rappresentare in questo spettacolo?

Il programma si completa con altre coreografie che ho creato sul tema della maschera, della festa in maschera o di ambientazione carnevalesca, come ad esempio il walzer Masquerade di Khachaturian, il Can Can – che si esegue in questo periodo -, il finale di Traviata che si consuma mentre Parigi impazza nel carnevale, la tarantella dei pulcinella su “la danza” di Rossini, un trio dedicato alla statua dell’Arlecchino di Budapest, un raffinato passo a due di porcellana rappresentante le maschere nobili di Rosaura e Florino che ho creato sul concerto per clarinetto K 622 di Mozart.

Qual è l’importanza della cura dei dettagli nell’allestimento di spettacoli di questo genere, per garantire il totale coinvolgimento da parte del pubblico e il consenso dalla critica?

Il progetto ha attenzione alla ricostruzione filologica, con il massimo impegno nella cura del dettaglio e della citazione, per questo – e ne siamo contenti – il museo Castromediano di Lecce ha siglato un protocollo di intesa che sostiene il nostro lavoro di ricostruzione.

Quali saranno le nuove date del Balletto del Sud già in programma per la stagione 2022?

Abbiamo altri 3 appuntamenti con musiche dal vivo eseguite da musicisti ospiti, dall’Orchestra Sinfonica OLES e dal Brancaleone Project.
Dopo “Le Maschere”, a Marzo presento lo spettacolo dedicato a W.H. Auden, “Le Quattro Stagioni”, e ad Aprile quello dedicato a Vittorio Bodini, “La Luna dei Borboni”, con le musiche originali di Nigro e Spedicato eseguite dal vivo. Questi sono i contenuti e gli argomenti che animano la Stagione di Danza di Primavera 2022 del Balletto del Sud che vedrà sul palco i nostri primi ballerini Nuria Salado Fustè, Matias Iaconianni e Carlos Montalvan, solisti e il corpo di ballo. Il programma si chiude a Maggio con la nuova produzione, “Wassily b3”, con cui porto a conclusione il ciclo dedicato al movimento Bauhaus, utilizzando le note di Srkjabin, nei 150 anni dalla nascita.

di Monica Lubinu